Il Forum sul Turismo in Puglia ha concluso la sua terza edizione e anche quest’anno non sono mancate enunciazioni ottimistiche sull’andamento e sulle prospettive di un settore che, per la regione in questione, appare, dalle parole dei suoi rappresentanti politici e del mondo economico e sociale, assolutamente strategico.
Il Governatore Nichi Vendola ha ribadito i risultati positivi conseguiti dalla sua Amministrazione nella promozione della Regione: +8% rispetto all’anno precedente, 50 milioni di euro generati dalle tre Notti Bianche del 2008 costate 8 milioni di euro, un milione di utenti internet che avrebbero cercato su TripAdvisor informazioni utili per soggiornare in Puglia e ha anticipato le prossime iniziative in campo tra cui un imminiente Bando Por 2007/2013 da ben 50 milioni di euro per sostenere il comparto.
Etinerando è ovviamente felice di registrare segnali positivi per il turismo in Puglia, ma non può esimersi dal fare alcune considerazioni in merito.
Fare turismo è innanzitutto un fatto culturale, nel senso più ampio del termine: per generare un flusso sempre crescente di visitatori italiani e, soprattutto, stranieri, non è sufficiente fare promozione delle ricchezze che questa terra è in grado di offrire.
I trulli, gli ulivi, il mare, il sole, l’enogastronomia…tutte cose bellissime, senza dubbio, ma, paradossalmente, non sufficienti ed è sulle cose che mancano, e sono tante, che gli sforzi devono essere compiuti e non necessariamente in vista di finanziamenti elargiti, chissà come e chissà a chi, dalla Regione.
A parte la vergognosa abitudine di spennare il turista nel periodo di alta stagione, ben altre sono le lacune che, se non colmate in tempi brevi, rischiano di rendere impossibile un vero sviluppo turistico della Puglia: operatori privi di personale in grado di parlare (almeno) una lingua diversa dall’italiano e senza una organizzazione che consenta una pianificazione di lungo periodo dell’attività; assenza di eventi e manifestazioni di richiamo di carattere generale tutto l’anno; fruibilità limitata dei contenitori culturali o, in molti casi, assenza delgi stessi; patrimonio storico-ambientale in molti casi lasciato all’incuria di pugliesi incivili e molto altro ancora.
Come sempre, i progetti sono grandi ed ambiziosi, ma occorrerebbe impegnarsi a formare una vera cultura dell’ospitalità che possa estrinsecarsi in un vero amore e rispetto degli stessi pugliesi verso la propria terra; tutto il resto, come le infrastrutture e la promozione pubblicitaria, possono solo agevolare i flussi turistici, non generarli.

















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