
Il “salvataggio” di Alitalia è stato varato!
Sorvoliamo (è proprio il caso di dire!), perché non è questa la sede adatta, dall’esprimere commenti sui contenuti del piano di rilancio della compagnia aerea, ma come meridionali, pugliesi e come persone che credono nel futuro turistico della nostra regione e che stanno lavorando per questo, non possiamo assolutamente ignorare che tra essi vi è la cancellazione della Puglia tra gli scali che la nuova Alitalia – AirOne gestirà!
ETINERANDO condivide totalmente l’amarezza e le perplessità espresse dal Presidente della Regione Puglia, che riportiamo da La Gazzetta del Mezzogiorno e le reazioni di una parte della classe dirigente e imprenditoriale pugliese.
Noi di ETINERANDO siamo sempre più convinti di una cosa: le sorti della nostra terra dipendono sempre più da chi vive e lavora in Puglia; occorre, pertanto, rimboccarsi le maniche e fare tutto il possibile per contribuire direttamente allo sviluppo di questa regione lasciandosi andare, come affermato da Alessandro Laterza, ad “uno scatto di intelligenza”.
Alitalia penalizza la Puglia. Ira di Vendola
di FRANCO GIULIANO
BARI – «L’operazione Alitalia e l’operazione salvataggio dello scalo milanese della Malpensa sono due facce della stessa medaglia: cioè una operazione francamente vergognosa e una pistola alla tempia del Mezzogiorno d’Italia e della Puglia in particolare». Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola è un fiume in piena. Ha scelto di interrompere il suo silenzio vacanziero per denunciare quella che definisce «una truffa ai danni del Paese e della Puglia». Partiamo dall’operazione Alitalia. «Qui – dice – dopo tantissime tarantelle ci troviamo di fronte ad una classica operazione di “socializzazione dei costi” e di “privatizzazione degli utili”. Nel senso che «la scelta di dividere in due l’operazione tra bed company e good company è scientifica. Significa che sulle spalle dei contribuenti finisce la prima, cioè i debiti della società. Mentre la good company (una specie di restyling dell’azienda) diventa una specie di regalo ad alcune cordate imprenditoriali ». Un esempio? «Benetton appena qualche tempo fa ha ricevuto in dono una nuova convezione per le tariffe autostradali. Come a dire che Benetton comprerà le azioni in Alitalia, ma queste non saranno pagate da lui, ma dagli automobilisti che si vedranno aumentare il pedaggio». Vendola vorrebbe fare altri esempi per spiegare «il senso della truffa» ai danni degli italiani. «Mi fermo – continua – ricordando solamente un dato: che mentre nell’operazione Air France si parlava di 2 esuberi, oggi si parla di 6/7 mila dipendenti che dovranno essere ricollocati. Diciamo che da un punto di vista tecnico-finanziario mi accontento di sottoscrivere i giudizi che sono apparsi sui maggiori quotidiani italiani. I quali definiscono questa come una classica operazione di socializzazione dei costi: al pubblico i costi dell’operazione e al privato i benefici. Una vergogna». «E che dire poi del salvataggio di Malpensa. Se quella infrastruttura – continua il presidente – fosse stata costruita al Sud avrebbe attirato legioni intere di commentatori, chiosatori e moralisti a tempo pieno, i quali avrebbero stigmatizzato le incongruenze e le criticità di una infrastruttura sbagliata; invece siccome si tratta del profondo Nord, i critici in servizio permanente effettivo, tacciono. E per salvarla si è giunti al punto di scrivere un piano degli aeroporti che dà un colpo mortale a tutti gli aeroporti piccoli e medi. Il che rappresenta una ferita e un oltraggio nei confronti della Puglia. Una regione con quattro scali sui quali sono stati investiti 200 milioni di euro e registrato un trend di crescita che nessun altro aeroporto italiano, negli ultimi mesi, può vantare. Eppure di tutto questo non si è tenuto conto». «Perché? Perché la scelta è scientifica, quella di uccidere il trasporto aereo in Puglia. Una scelta miope che non tiene conto che la Puglia è nel cuore del Mediterraneo e poi perchè si compone di un sistema avanzato e efficiente, fatto di quattro scali (Bari, Brindisi, Grottaglie e Foggia) che rappresentano un sistema che ha avuto un exploit senza precedenti. Di fronte a tutto questo se ci fossero logiche politiche legate all’interesse generale piuttosto che a logiche legate agli interessi del Nord, il sistema aeroportuale pugliese dovrebbe rappresentare un pilastro del sistema trasportistico nazionale. Un modello di aeroportualità che è dentro ad un sistema di snodi (porti, aeroporti e ferrovia) che possono fare della Puglia una piattaforma logistica straordinaria».
Invece. «Dalla prossima settimana da Brindisi non si volerà più, nè per Linate, nè per Bologna, perché l’ope – razione finanziaria della compagnia sta ridisegnando la geografia del trasporto aereo. A tutto questo si aggiunge il fatto che se si dà un colpo mortale ai piccoli e medi scali e quindi si prende per il collo il mercato delle voli low cost già provato dai prezzi del greggio, si sta definendo a partire dal piano aeroportuale un modello di sviluppo che ha già condannato a morte il Sud». Fin qui il ragionamento tecnico. Poi Vendola attacca: «Mi meraviglio – dice -. Anzi non mi meraviglio del silenzio del noto filosofo della concretezza, Raffaele Fitto, il quale protestava quando persino si determinava un semplice ritardo nella partenza di un volo brindisino perché era lui il viaggiatore eccellente, e nulla fa per impedire questo omicidio annunciato dell’economia pugliese. Credo che dovremmo avere una reazione durissima, determinatissima, radicale. È anche su questo banco, per noi così vitale, che misureremo la credibilità delle proposte sul federalismo. È su questo argomento che condizioneremo la nostra disponibilità al dialogo costruttivo». «Per il momento – conclude il presidente della Regione Puglia – mentre noi cerchiamo di alzare lo sguardo al cielo per parlare di futuro, dalla destra di Berlusconi e di Fitto ci vengono soltanto, non a noi in quanto politici ma in quanto Puglia, calci alle gambe e colpi bassi. Allora su questo chiedo a tutte le forze vive, da Confindustria alla cultura ai sindacati, a tutti coloro che hanno vigilato con tanta puntigliosità sul problema del trasporto aereo, chiedo di fare quadrato. Le polemiche di ieri riguardavano una Puglia in prodigiosa crescita, ma oggi si tratta di alzare la voce contro chi ci condanna ad una retrocessione drammatica».
29/8/2008
LE REAZIONI
MARCO FRANCHINI (direttore Adp)
“Questa previsione ci preoccupa – dice il direttore generale di Aeroporti di Puglia, Marco Franchini. Ci preoccupa perchè l’aereo, soprattutto per una regione del Sud come la Puglia resta il mezzo di trasporto più veloce per raggiungere il mondo. Speriamo che qualunque sia la riorganizzazione degli scali milanesi si tenga conto delle esigenze e dei diritti dei pugliesi. E che queste scelti non rappresentino un danno non solo dal punto di vista economico per il territorio e occupazionale per gli addetti, ma per la stessa crescita della Puglia. Una regione che si sta sviluppando e che sta investendo sul turismo, ha assoluta necessità del mezzo areo. Se la tragegia della nuova Alitalia dovesse effettivamente privilegiare alcune destinazioni al posto di altre, ciò rappresenterebbe una evidente distorsione del mercato che dovrebbe preoccupare, a questo punto, soprattutto la politica”.
“Noi in questi anni – aggiunge Franchini – siamo cresciuti senza l’Alitalia attraendo altre compagnie non sempre con successo. Cercheremo di continuare su questa rotta, individuando sempre nuovi vettori per scongiurare una crisi tra le più gravi a livello mondiale”.
FRANCESCO BOCCIA (Parlamentare Pd)
“Purtroppo – dice – siamo stati facili profeti. Del resto quando si gioca con le regole del mercato i rischi ai quali si va incontro sono esattamente quelli che oggi gli italiani saranno costretti a pagare per Alitalia. Con questa operazione alcuni imprenditori compreranno la parte attiva di Alitalia e i contribuenti italiani si accolleranno una parte di debiti della compagnia.
“Ancora una volta – aggiunge Boccia – questo Paese dimostra un cattivo rapporto con il mercato e i problemi di una azienda pubblica saccheggiata dal pubblico vengono spalmati sugli italiani. Questo è il modo per Berlusconi di concepire il mercato”.
“E’ una storia che si ripete. Probabilmente la cosa più grave di questa vicenda è che questa volta sono saliti proprio tutti, imprenditori di destra, di centro di centrosinistra. Ho sempre sperato che la politica in Italia prima o poi riuscisse a dimostrare la sua autonomia e quindi la sua supremazia rispetto all’economia e al capitalismo. Invece dalla vicenda Alitalia abbiamo probabilmente l’ultima conferma della debolezza della politica italiana rispetto agli interessi economici di pochi e alle regole di un capitalismo chiaramente malato. L’unica via di uscita è la speranza nei tanti piccoli e medi imprenditori sparsi in ogni provincia d’Italia che vanno avanti con le proprie forze senza aiuti di Stato e con una idea giovane e nuova del Paese e quindi del rapporto con la politica.”
“Sugli effetti che questa scelta avrà sulla Puglia” Boccia si dice “lettarelmente basito. Pensare di tagliare fuori in un sol colpo gli investimenti sui trasporti fatti negli utlimi dieci anni solo perchè c’è una visione tutta “nordista” dello sviluppo del Paese è una cosa che non accetteremo mai e non consetiremo a nessuno, a partire da Berlusconi e i suoi amici, di realizzare”.
“Chiedo formalmente – conclude Boccia – ai parlamentari di centrodestra e ai pricipali esponenti di governo, di prendere posizione su questa vicenda che penalizza il Sud e taglia fuori la Puglia”.
Poi chiude con il riferimento alla sua Taranto: “Nonostante tutto questo, alla Puglia anche la beffa di vedere l’imprenditore dell’acciaio Emilio Riva, tra i finanziatori di questa operazione proprio negli stessi giorni nei quali a Taranto si sta discutendo degli investimenti sugli impianti per la riduzione della diossina. Soldi che non arrivano e che forse erano un po’ più importanti della speculazione Alitalia”.
MARIO LOIZZO (Assessore regionale ai Trasporti):
“Per come si annuncia il piano industriale vedo una penalizzazione fortissima della Puglia e del Mezzogiorno. Che avrà come effetti: primo la riduzione dei collegamenti sulle pricipali rotte dalla Puglia su Milano e Roma; secondo un aumento delle tariffe che la concorrenza aveva ridotto Infine: per quanto riguarda la Bud compani dove scaricheranno tuitti i debiti Adp rischia di non incassare circa quattro milioni di euro. Fino a questo momento non sappiamo come l’azienda in liquidazione farà fronte ai debiti vantati nei nostri confronti. Per noi significherebbe un rischio d’impresa altissimo. Alla fine di tutto questo in Puglia avremo anche degli efftti occupazionali sui due aeroporti che si dice sono già tagliati fuori dal Piano fatto apposta per salvare Malpensa. Significa che nella operazione degli esuberi gli scali pugliesi avranno delle ricadute occupazionali pesanti. Senza dire che l’isolamento della Puglia e gli effetti sul turismo e sulla economia in generale. Altro che federalismo”.
ALESSANDRO LATERZA (Presidente Confindustria Bari):
La Puglia tagliata fuori dal piano della nuova Alitalia? Le indiscrezioni non credo che descrivano completamente gli effettivi sviluppi di Alitalia. Sono dell’avviso che la Puglia sarà considerata nella nuova rete dei collegamenti aeroportuali servita da Alitalia. Ovviamente c’è un problema: che il venir meno della concorrenza tra Alitalia e Air One creerà delle difficoltà sul piano tariffario per inziare, ma certamente gli effetti saranno inferiori a quello che avrebbe creato un collasso della compagnia. Inoltre c’è da considerare che dal sistema aeroportuale ci aspettiamo che la società aeroportuale crei nuovi accordi con altre compagnie. Perchè i numeri dicono che questo pugliese è un mercato interessante. Certamente la Puglia ha tutte le carte per essere un punto forte dei collegamenti europei. E comunque non credo che Alitalia non terrà conto di questa realtà. Ovviamente invece di discutere dobbiamo avere uno scatto di intelligenza e lavorare per cercare nuove compagnie e creare nuovi collegamenti”.
28/8/2008